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Lo Chiamavano "El Fuser"

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Per molti è un mito, un eroe. Per altri solo un’icona pop. Per me, più semplicemente, un rivoluzionario con un chiaro progetto ideale e politico. Un uomo che sentiva che il suo piano politico  poteva realizzarsi solo con la lotta armata. Con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Condusse i suoi guerriglieri in Congo e fu artefice, con Fidel Castro, della rivolta che, a Cuba, rovesciò il regime dittatoriale di Fulgencio Batista. Lottava contro le ingiustizie e ogni forma di diseguaglianza sociale. Difendeva gli ultimi e i derelitti. Riteneva che ogni confine e ogni divisione fra i paesi dell’America Latina fosse puramente forzosa. Che ci fosse un unico continente e un unico popolo sudamericano. Per questo non si fermò a Cuba e, col progetto di portare la rivoluzione anche nella sua Argentina, andò a combattere in Bolivia. Qui venne catturato e ucciso dall’esercito locale il 9 ottobre del 1967. Dicono che gli Americani lo volessero vivo per poterlo interrogare. Ma questa ipotesi…

Bosa

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Sono rimasto incantato da questa piccola città della mia isola che ho visitato per la prima volta quest’estate. Ho soggiornato in una casa del ‘600. Alta e stretta. Concepita secondo gli schemi di quei tempi. Con un solo vano per ogni piano. Nella mia stanza, all’ultimo piano, in origine c’era la cucina, Nei piani sottostanti le camere da letto e, a piano terra, il soggiorno. Dal terrazzino della camera potevo osservare il panorama del borgo. I tetti ricoperti di tegole, i balconi fioriti che un po’ ricordano le altane di Venezia. La chiara mole del Castello dei Malaspina. Fa piacere girare fra gli stretti vicoli di Bosa. Ammirare le case variopinte coi loro balconi dalle ringhiere in ferro battuto, le piazzette, i caffè all’aperto e i pozzi adornati con piante e fiori. Raggiungere le vie del centro coi suoi palazzi storici e i suoi musei in cui è possibile ammirare le opere di grandi artisti come Antonio Atza e Melkiorre Melis. Bosa ti ammalia mentre passeggi sulle rive del Temo che …

Ritorno

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Era ormai diverso tempo che non scrivevo su queste pagine. Un po' perché, nella bella stagione, non mi è facile star davanti al computer  e un po' perché il lavoro, in questa calda estate, mi ha impegnato parecchio. Ho dedicato dunque molto tempo libero al riposo, alla lettura, ai consueti viaggi e... a decidere come avrei utilizzato questo spazio al mio ritorno. C'e una frase di Dino Buzzati che in questo periodo mi ha particolarmente colpito e che di seguito riporto:
"Non mi sono mai dato arie da superuomo. Non ho mai fatto cose eccezionali. Poiché dovevo guadagnarmi il pane quotidiano, ho scelto la professione del giornalista perché mi è sembrata la più adatta ai miei mezzi. Intanto, cammin facendo, ho cercato, con la penna e poi anche con i pennelli, di raccontare delle storie. Se una sola di esse è riuscita, o riuscirà a toccarvi il cuore, vuol dire che non ho lavorato inutilmente." 
Bene... io certo non sono e non sarò mai all'altezza di Dino Buzzati. Nè …

Pelè, la "Ginga" e... il Nostro Modo di Essere

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Ho visto un film che ci insegna quanto sia importante esser sempre noi stessi. Parlava della storia di Pelè, il più grande calciatore di tutti i tempi. Questo campione condusse la nazionale brasiliana alla vittoria dei mondiali di calcio del 1958, dopo le cocenti delusioni del 1950 e del 1954. L’arma segreta della nazionale carioca fu quella di praticare la “ginga”, il tipico stile bailado e frizzante del calcio brasiliano e la scelta di non cedere alla tentazione di imitare i moduli muscolari e tattici del football europeo. L’importante, allora, è  non snaturarsi. Far sempre ciò che è nelle nostre corde e non quello che non ci appartiene. Perché è l’esser diversi che ci rende, se non vincenti, di certo un po’ speciali. Nel calcio, nello sport… ma anche nella vita.

Acquarelli Africani

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Durante i miei viaggi, non porto solo la macchina fotografica e un taccuino per gli appunti ma, anche un blocco di carta da disegno, le matite e i miei acquarelli. Così, nel corso della mia visita al Parco Kruger, in Sudafrica, mi è capitato, alla sera, di disegnare e colorare gli animali che avevo visto e fotografato nei safari mattutini. Non c'è molto tempo, perchè ci son sempre tante cose da vedere e la necessità di parlare e scambiare qualche opinione coi compagni d'avventura. Però son riuscito a ritrarre questa leonessa che se ne

stava acquattata tra i cespugli della savana e una giraffa che scappava un po' spaventata dalla nostra Land Rover.


Gli animali selvatici, la natura esuberante nella sua bellezza, le cene in compagnia attorno al fuoco , la albe i tramonti ma, ancor più, l'accoglienza di genti meravigliose son rimaste impresse nel mio cuore. La sera, prima di addormentarmi, ripenso spesso a queste cose e desidero, almeno una volta, di tornare in questo fant…

"Storie Volatili e Vagabonde" e... Il Concorso Letterario "Il Mio Esordio".

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Ho deciso di mettermi in gioco, iscrivendo il mio libro di racconti ad un concorso letterario. E' possibile accedere alla lettura, commentare e sostenermi attraverso la pagina che potrete visionare cliccando qui. E' data anche la possibilità di inserire una recensione attraverso questo link. Sicuramente, per fare ciò, vi verrà chiesto di registrarvi al sito "Il Mio Libro.it ". C'è chi dice che "l'importante non è vincere ma partecipare" e  chi dice "che vincere non è importante ma la sola cosa che conta". Io mi accontenterei di ben figurare. Perciò sarei felice di esser sostenuto da voi. Lo so che il mio non è un capolavoro, ma ho cercato di renderlo leggero e agile... come il volo di un'aquila.   Non dico altro e... lascio a chi vorrà leggermi il giudizio. Un grazie di cuore a  tutti voi per il tempo che vorrete dedicarmi.  

Tex Willer e... il Centenario della Nascita di Aurelio Galleppini

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Cento anni fa nasceva Aurelio Galleppini. Per commemorare l'artefice grafico del mitico ranger, pubblico oggi due disegni da me realizzati e un mio personale ricordo.


Tanti anni fa, ai tempi della scuola elementare, molti miei amici leggevano avidamente gli albi dell’eroe del West Tex Willer. Dal canto mio, ero indissolubilmente legato al mondo Disney, con qualche sporadica divagazione nel pianeta Peanuts che, in quel periodo, andava piuttosto di moda. Non amavo i “super eroi”. I buoni per forza. Quelli che alla fine riescono sempre a spuntarla e nemmeno quelli  che facevano un eccessivo uso di armi e munizioni. Probabilmente è proprio per queste ragioni che ho tardato a incontrarmi con Tex. Nei primi anni dell’università si verificò però un evento importante perché ebbi la fortuna di conoscere e scambiar più di qualche parola con Aurelio Galleppini, il papà di Tex, giunto a Cagliari per una mostra dedicata alla sua arte e al suo celebre personaggio. Così la mia memoria torna ad un…